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Manifesto Fondativo del Blocco Nazionale Siriano
La dittatura decaduta ha lacerato il tessuto della società siriana in tutte le sue componenti e diversità, sovvertendo l’intero sistema di valori: la corruzione e l’arbitrio sono diventati il metro dei rapporti tra Stato e cittadino, mentre ogni forma di attivismo civile e politico è stata repressa con i mezzi più brutali.
Il movimento rivoluzionario dei giovani del 18 marzo 2011 fu il grido di una generazione che rifiutava di vivere ciò che avevano subito i loro predecessori: esilio, prigionia e ingiustizie. Ma la dittatura ormai logorata non si limitò a rispondere con proiettili veri e arresti di massa: liberò dalle proprie carceri gruppi estremisti per soffocare quel movimento civile e nazionale, che avrebbe dovuto rappresentare la tappa più importante dopo la Grande Rivoluzione Siriana negli anni venti.
Fin dai primi mesi, tutte le potenze intenzionate a influenzare la Siria e il futuro del suo popolo tentarono di mettere le mani su ciò che potevano: con la militarizzazione, la settarizzazione e la delegittimazione di quella rivolta, che rappresentava un pericolo per regimi simili, anche se diversi nella forma. Le ingerenze esterne, l’armamento indiscriminato, i tentativi di dominare le risorse dei siriani e delle siriane, l’occupazione di parti della nostra patria (da parte di Israele e della Turchia). Tutto questo ha portato alla distruzione delle infrastrutture, e alle più grandi ondate di sfollamento e di ingegneria demografica nella storia contemporanea della Siria, con oltre 400 mila martiri e dispersi.
La guerra di sterminio a Gaza ha poi cambiato equilibri, inimicizie e alleanze, consegnando il cambiamento del regime siriano a dicembre 2024, il quale ci ha portato un’altra tirannia, dopo che anni di guerre ibride avevano già fatto a pezzi la società siriana.
Le esperienze di resistenza e liberazione nel mondo dimostrano che si può porre fine alle tragedie solo attraverso intese che consentano di ricostruire lo Stato su basi nuove, evitando le cause di orrori, distruzione e devastazione che hanno colpito persone e territorio. Mai una parte, in nessuna lotta, è uscita vittoriosa proclamando la società ostaggio della propria ideologia: laddove ciò è avvenuto, non si è avuto che una nuova caricatura dello stesso autoritarismo e della stessa corruzione che avevano già condotto i paesi al disastro.
Per questo oggi ci ritroviamo, da ogni parte e colore del Paese, per fermare la riproduzione della dittatura con una veste nuova–vecchia, che, se perpetuata, non farebbe altro che distruggere ciò che ancora ci unisce come siriane e siriani.
Questo è il nostro giorno: rialziamoci dal nostro torpore, per costruire il nostro Stato nazionale, fondato sulla piena eguaglianza tra cittadine e cittadini, sulla libertà autentica e sulla sovranità.
Noi, nel Blocco Nazionale Siriano, respingiamo la frammentazione, salvaguardiamo l’unità nazionale, difendiamo la libertà di opinione, di pensiero e di coscienza, dentro una cornice di pluralismo politico e democrazia trasparente. Lavoriamo per un progetto complessivo e integrato – politico, economico, sociale e amministrativo – con obiettivi chiari e comprensibili per la popolazione, in grado di esprimere le sue aspirazioni e di realizzare un sistema democratico partecipativo, fondato sulla netta separazione dei poteri, che coniughi sovranità popolare e giustizia sociale, al fine di garantire una vita dignitosa.
Non siamo più la “maggioranza silenziosa” in Siria: ci siamo trasformati in una “maggioranza parlante”, dentro il Blocco Nazionale Siriano che partecipa attivamente alla vita pubblica, affinché il nostro Paese non diventi monocromatico, ma resti fondato sulla diversità.
La nostra coalizione contribuisce a costruire una nuova cultura, che mette da parte la paura; la voce della maggioranza “parlante” partecipa a forgiare un nuovo essere umano, consapevole, influente e convinto che la propria opinione conti per il bene comune!
Siamo una coalizione civile e pacifica, che aspira a realizzare uno Stato di cittadinanza neutrale rispetto a tutte le credenze religiose e ideologiche. Per questo qualunque proposta di soluzione politica deve poggiare sulla partecipazione del popolo con le sue organizzazioni civili e partitiche, non su basi settarie o etniche.
Annunciamo i nostri obiettivi, sotto il nostro supremo slogan: “La religione a Dio, la patria a tutti”:
- Unità della Siria, libera e indipendente, con una decentralizzazione ampia e radicata nella società, non nelle decisioni imposte dalla capitale o dalle fazioni.
- Formazione di un governo popolare in Siria, con un’Assemblea Costituente incaricata di redigere una Costituzione basata sulla sovranità assoluta del popolo e sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
- Costituire un esercito nazionale per difendere il Paese e liberare i territori occupati.
Il nostro scopo è chiaro: “Sulle rovine del nostro passato, costruiremo la gloria del nostro futuro.”
Viva la Siria libera e indipendente!